Home Attualità Brexit, Regno Unito esce dall’Ue: ecco cosa accadrà

Brexit, Regno Unito esce dall’Ue: ecco cosa accadrà

Il 23 giugno il 72,2% degli inglesi aventi diritto di voto si sono recati alle urne. Il referendum più discusso dell’anno ha deciso che l’UK uscirà dall’UE,di cui faceva parte dal trattato del 1973. Il referendum è stato richiesto con diverse pressioni dal partito nazionalista Ukip, guidato da Nigel Farage. Le ripercussioni saranno tante.In primis sulle borse.Attualmente il cambio è favorevole di 1.50€ per la sterlina. La vendita di titoli tra euro e sterlina subirà delle modifiche che possono essere o meno a favore dell’Europa a seconda dei periodi.

I flussi migratori saranno più controllati e ci vorranno visto e passaporto per entrare nel paese. I lavoratori inglese in Europa così cone quelli europei in Gran Bretagna subiranno delle limitazione sull’usufrutto dei servizi di Welfare.

Gli accordi commerciali verrano rimoderati e si teme un cammino lungo e tortuoso a tal proposito.Infatti,paesi come Canada e UE stanno lavorando sugli accordi commerciali da 7 anni e non si sa ancora quando saranno pronti. Ciò limita gli investimenti da parte di entrambi gli attori economici e ovviamente anche un virtuoso flusso di import-export tra le parti. Potrebbe accadere lo stesso con il Regno Unito e dati i flussi commerciali tra il regno e l’UE non è detto che lo scotto sia pagato da quest’ultima.

Dal punto di vista politico ci si chiede se il premier David Cameron deciderà di dimettersi,dato che sosteneva la permanenza nell’Unione, oppure deciderà di stare al suo posto fino al termine del mandato. Sicuramente subirà un grande stress dai nazionalisti per accellerare il cammino di totale indipendenza del paese.

Formalmente, per uscire il Regno Unito dovrà ratificare al Consiglio Europeo la sua decisione di definitivo abbandono,secondo quanto prescritto dall’art.50 del Trattato di Lisbona. Ciò creerebbe un importante precedente.Paesi già divisi internamente come la Spagna, che ha al suo interno le cosiddette “comunità autonome” potrebbero scegliere di emulare lo stato inglese. Tuttavia, uno Stato dovrebbe prima sentirsi forte e poi ragionare sulla possibile uscita dall’UE. Attualmente i sostenitori del leave hanno denunciato che il regno paghi all’Unione 350 milioni di sterline, ma in realtà il paese riceve molto di più in termini di finanziamento dell’agricoltura e sviluppo. Paesi come la Grecia o l’Italia non avrebbero le risorse allo stato attuale. Gli investimenti comunitari stanno finanziando le opere pubbliche, scuole, spesso le iniziative culturali e molto altro. 

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