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Imprenditoria sociale, soluzione per la disoccupazione

ITALIA-L’imprenditoria sociale in Italia è costante aumento  poiché, a causa dell’aumento della disoccupazione, cresce il bisogno di organismi-ponte tra il pubblico e il privato che si occupino dei bisogni sociali. In mancanza di risorse pubbliche, dell’aumento delle tasse e dei ticket sanitari, molti cittadini necessitano dell’aiuto proveniente dalle no-profit. In alcuni casi, sono gli stessi disoccupati a crearne per spendere le proprie energie ed esperienze a beneficio della comunità.

In altri casi, l’imprenditoria sociale e in particolare le cooperative, hanno salvato aziende dal fallimento. Infatti, gli stessi dipendenti hanno acquistato quote dell’azienda e si sono messi in gioco in prima linea per conservare il posto di lavoro e continuare un percorso lavorativo in cui sono ormai specializzati.

Questi tipi di iniziative hanno fatto si che nel 2011 l’ISTAT registrasse circa 301.191 organizzazioni no-profit, le quali impiegano 681mila addetti specializzati, 271mila lavoratori esterni, 5mila lavoratori temporanei e 4 milioni di volontari. Il 19% di queste organizzazioni si occupa di cultura, sport, ricreazione, mentre il 17% riguarda il settore sanitario.

A partire dal 2015 l’ISTAT ha dichiarato di voler elaborare un censimento biennale,  data la notevole espansione dell’imprenditoria sociale nel terzo settore e l’aumento di commissioni tra questi enti, le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati.

Le associazioni, le cooperative e le organizzazioni no-profit potrebbero essere una soluzione alla disoccupazione, purché operino in trasparenza, chiarezza e realmente a beneficio della comunità.

 

 

 

 

 

Fonte foto:http://infoagevolazioni.it/item/91-unioncamere-nel-2011-forte-crescita-del-microcredito-e-dell%E2%80%99imprenditoria-sociale.html