Home Attualità Ossessione CHAT: la realtà che sfugge…

Ossessione CHAT: la realtà che sfugge…

Uno, nessuno e centomila. UNO spazio virtuale a cui NESSUNO può resistere e che ti permette di vestire CENTOMILA diverse personalità. Un mondo unico, un mondo interattivo, un mondo meraviglioso. Un mondo che ha permesso agli uomini e alle donne di usare soltanto le dita per interagire tra loro. Se c’è una via più facile, perché scegliere quella più faticosa? Poche parole scritte su una tastiera e conosci una ragazza, o un ragazzo, mentre sei comodamente seduto nel salotto di casa tua. Benvenuti nel fantastico mondo delle chat! Un mondo unico, un mondo interattivo, un mondo meraviglioso. Un mondo grazie al quale la società moderna ha cancellato le difficoltà del conoscere nuove persone, del dialogo, dell’approccio all’altro sesso e, perché no, anche allo stesso sesso. Sì, perché in chat non ci sono remore, non ci sono tabù. Tutto o quasi tutto è permesso (occhio ai moderatori). La chat ha le sue leggi, le sue regole. La chat è un mondo a parte e come tale va vissuto. Nella chat puoi chiedere ciò che nel mondo reale non oseresti nemmeno pensare. Nella chat puoi vivere una vita che nella realtà non avresti il coraggio, o la forza, di sostenere, puoi provare esperienze nuove, sensazioni di cui nel mondo reale non sapevi neanche l’esistenza. E allora, a questo punto, viene da chiedersi quale sia il vero mondo reale. Qual è la realtà? Quella che vive su uno schermo del computer o quella che si svolge alla luce del sole fuori dal sistema binario? E infondo cos’è la realtà? Venire a capo di questa discussione filosofica non sarebbe per nulla semplice. Sta di certo che quello delle chat non ha nulla a che fare con il mondo che non si svolge con il tramite di una macchina. Una macchina che, infondo, ci trasforma tutti in una sorta di robot. Diminuiscono i sentimenti, scemano le emozioni, si appannano le sensazioni e persino i sensi diventano meno percepibili. Tutto iniziò nell’agosto del 1988 quando Jarkko Oikarinen creò l’IRC, l’Internet Relay Chat. L’IRC è stata la prima forma di chat. Ma in termini tecnici cos’è la chat? Chat in inglese significa chiacchierata. Il termine viene usato per riferirsi ad una serie di servizi che mettono in contatto persone lontane in modo istantaneo. Dal 1988 i discendenti del vecchio IRC hanno conquistato il mondo. I risultati, però, non sono tutti positivi. La robotizzazione del genere umano è probabilmente iniziata con la perdita della comunicazione faccia a faccia. Dapprima è nato il telefono e i protagonisti della comunicazione interagivano con la loro voce. Poi si è passati al cellulare che ha sempre più monopolizzato la comunicazione umana con l’aggiunta degli sms che hanno iniziato ad eliminare anche la voce dal modo di comunicare delle persone. Poi la chat. Il colpo di grazia per ogni speranza di recuperare una comunicazione inter-personale basata sul guardarsi negli occhi, sull’interagire con l’altra persona anche con il linguaggio non-verbale. Sicuramente non questa generazione e nemmeno quella precedente, ma forse quelli che erano adolescenti o poco più nei primi anni ’90 o prima ricorderanno sicuramente quando conoscere una ragazza non era per nulla semplice. Chiederle di uscire poi… Qualche anno fa tutto era più difficile, più complicato, ma anche tutto così romantico, così desiderato. Poi è arrivato il computer, i suoi chip, la sua elettronica, internet, le chat. E tutto è cambiato. Prima c’erano le lettere, oggi le mail. Prima c’erano luoghi di incontri per i giovani, oggi i social network. Prima c’era dialogo, oggi le chat. E il risultato sono giovani che non parlano tra di loro, figurarsi con i loro genitori. Giovani che credono nel sesso facile, nel divertimento senza freni. Giovani, insomma, che credono in un mondo chattiano e che invece si imbattono poi nella realtà di un mondo al di fuori del computer che infondo è molto più duro e complicato. Sì, perché la chat avrà pure i suoi problemi, ma di sicuro vivere in una chatroom è molto più semplice che combattere nella giungla di quello che chiamano il mondo reale. E forse il vero problema sta proprio qui. Scambiare il mondo delle chat con quello del lavoro, dell’università o della scuola, ad esempio, è il male delle nuove generazioni. In chat, spesso, conoscere una ragazza è semplice quanto scrivere ciao. Nella realtà, invece, il solo dirle ciao, spesso, è molto più complicato. Ma quello dell’approccio all’altro sesso è solo un esempio terreno per comprendere le differenze tra la realtà computerizzata e quella classica. Per capirla più fondo basterebbe pensare alla possibilità di vestire ogni giorno vestiti diversi. Una possibilità che gli uomini hanno in entrambe le dimensioni. C’è però una differenza fondamentale. Nel mondo terreno gli uomini possono cambiare i vestiti che indossano, ma quello che sono, volenti o nolenti, resta. Nel mondo delle chat, invece, è possibile cambiare i vestiti della propria personalità, travestendosi ogni volta da persone diverse di quelle che in realtà si è. Ecco la magia della dimensione computerizzata. Nelle chat chiunque può essere un play-boy, tutti possono essere famosi, ognuno di noi può fingere di essere una persona di successo. Insomma, si ritorna all’uno, nessuno e centomila. Già, perché ognUNO di noi può vestire CENTOMILA personalità, con il risultato di sentirsi NESSUNO in realtà, una volta spento il computer. La difesa? Non farsi fregare. Quello delle chat è soltanto un mondo ludico, ed il gioco è bello quando dura poco. Se poi si scambia il gioco per la realtà, allora iniziano i problemi.