Il Papa da secoli è la più alta autorità della religione cattolica, ma anche il sovrano assoluto dello Stato Vaticano. Nel Medioevo, si trattava più un monarca assoluto che di un padre spirituale, mentre dall’elezione di Papa Giovanni XXIII nel 1958, cioè da quando la Chiesa ha cominciato ad aprirsi maggiormente ai bisogni dei fedeli, il pontefice è diventata una figura carismatica. E’chiamato a rappresentare un popolo determinato che vive nello Stato del Vaticano e a comportarsi come un capo di stato, ma anche un popolo indeterminato, vale a dire quello dei cattolici.
Oggi, Papa Francesco si presenta come un diplomatico molto carismatico, sempre pronto al dialogo, che sia con presidenti, con i fedeli o con i rappresentanti di altre religioni. Perché per lui il popolo è uno e non esistono differenze di fede o di cultura che tengano.
Coerente con tutte le sue dichiarazioni di apertura verso altri credo, per combattere la guerra in Siria, il Papa ha invitato le alte sfere e i credenti delle altre religioni a digiunare per tutto il giorno e a partecipare alla veglia serale per pregare a favore della pace in Piazza San Pietro.
La comunità musulmana è stata la prima ad accogliere l’iniziativa e il Muftì sunnita ha organizzato una veglia parallela nella Moschea degli Omayyadi a Damasco. Pur non partecipando fisicamente alla veglia romana, il Muftì di Siria Ahmad Badreddin Hassou ha dichiarato di condividere pienamente il pensiero di Papa Francesco: la guerra è una sconfitta per l’umanità e pregare per la pace è la forma di protesta più forte ed efficace per dissuadere i leader mondiali da propositi bellici.












