Home Attualità Riforme costituzionali, paura del suicidio per i senatori

Riforme costituzionali, paura del suicidio per i senatori

“Il Governo sta diventando padrone del nostro sistema costituzionale. Il Presidente del Consiglio e l’esecutivo vogliono accentrare il potere nelle loro mani”, ha dichiarato in mattinata Stefano Rodotà, candidato alla presidenza del M5S. Il costituzionalista italiano si è fatto in questi giorni portavoce delle paure senatoriali. “Ci accusano di voler salvare lo stipendio, ma in verità dubitiamo che Renzi e il suo governo abbiano la cultura costituzionale adeguata per riformare il Parlamento”, si è difeso Rodotà. Alla base della riforma c’è il cambiamento nominale del Senato che si chiamerà Assemblea delle autonomie” e la riduzione dei senatori, da 315 a 100, di cui 49 sarebbero renziani, 40 rappresenterebbero il centro-destra e il resto gli altri partiti. Alla base del nuovo sistema elettorale, l’Italicum, i cittadini aventi diritto di voto sceglierebbero i consiglieri regionali e i sindaci, che a loro volta indicherebbero i senatori . Questi ultimi potranno eleggere il Presidente della Repubblica e non saranno retribuiti. Fondamentalmente, il Senato diverrebbe un organo consultivo, capace di avocare a se le leggi per 30 giorni al fine di esprimere il parere al riguardo. Per far passare la riforma ed ottenere la fiducia, Renzi ha bisogno di 210 voti positivi dal Senato. Il fronte Forza Italia sarebbe pronto ad appoggiarlo secondo gli accordi del patto Nazareno dello scorso gennaio.  L’unica minaccia è che il movimento grilliano possa bloccare la riforma costringendo il popolo a votare con il referendum.

 

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