Home Attualità Trump vince le elezioni, ma la stampa non ci sta

Trump vince le elezioni, ma la stampa non ci sta

“Il presidente Donald Trump. Tre parole che erano inconcepibili per decine di milioni di americani – e per la maggior parte del resto del mondo – sono ora diventate il futuro degli Stati Uniti”, parole di Ross Douthat sul The New York Times. Le sue parole rivelano quanto la stampa sia contrariata per la vittoria del Repubblicano, uscito vincitore con il 48% delle preferenze. Sono stati 59.229.395 cittadini, tradotti in 279 voti dei grandi elettori che hanno portato a vincere Donald Trump, il candidato più eversivo, impulsivo e al contempo perfetto quale interprete della frustrazione americana. Nessuno, soprattutto la stampa estera, avrebbe scommesso sulla sua corsa alla Casa Bianca. Orientamento avvalorato da svariate operazione tra cui l’abbandono del suo stesso partito e la sottrazione del controllo della sua stessa pagina Twitter da parte del suo staff, per evitare sue risposte impulsive agli avversari e ai critici a poche ore dalla votazione. Il partito Repubblicano dovrebbe ringraziare Trump poichè ha guadagnato la maggioranza al Senato con 51 rappresentanti e alla Camera con 239 rappresentanti. La mancanza di esperienza dell’imprenditore originario del Queens è nota e suscita critiche molto dure, come quella di Eric Zorn del Chicago Tribune, “la nostra repubblica non sarà mai stata messa alla prova come lo sarà quando Donald Trump giurerà. Non gli mancano solo l’abilità e la virtù: gli mancano anche il rispetto fondamentale per la costituzione, la comprensione degli aspetti più complessi della politica nazionale ed estera e il sangue freddo necessario per guidare il paese più importante sulla Terra in un’epoca pericolosa”. Come quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti gli aspetta una strada alquanto tortuosa e si spera con ripercussioni non troppo negative per il suo paese e soprattutto sul resto del mondo.