Quando arriva il caldo afoso, gran parte della popolazione italiana si reca al mare, così come i tatuatori marocchini ed egiziani immigrati. La sostanza usata per i tatoo temporanei è estratto di henné o lawsonia inermis, arbusto spinoso originario del Nord Africa e dell’India. Quello marroncino, arancione, dorato e grigiastro è henné naturale, mentre quello nero è artificiale e può provocare sfoghi e irritazioni. Inoltre, un tatuaggio fatto con l’henné sbiadisce in 15-20 giorni, mentre le tinte artificiali impiegano anche un mese. Le tinte naturali e colorate sono alla base dell’ultima moda che in Marocco è una tradizione risalente all’età babilonese, cioè il tatuaggio floreale alle mani. Questa antica tradizione segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e viene usato soprattutto per designare l’affido della donna dalla famiglia di origine allo sposo. Questa arte è arrivata in Europa nel 1700 con gli schiavi e i domestici dei colonizzatori inglesi. Oggi il tatoo floreale alle mani e ai piedi è diventata una moda per donne e uomini. Per eseguire il disegno, si usa una boccetta piena di gel con un beccuccio. Una volta fuoriuscito il gel, con un pennellino fine si esegue il disegno e lo si rifinisce. Gli artigiani più bravi inseriscono nel disegno anche brillantini e piccole gemme che grazie a una colla ipoallergenica restano attaccati a lungo. Quanto costano questi piccoli capolavori? Sulla spiaggia dai 5 ai 15 euro, mentre dal tatuatore dai 20 ai 30 euro.











