Home Lifestyle Moda MA COME TI VESTI? Esclusiva AZ con Carla Gozzi

MA COME TI VESTI? Esclusiva AZ con Carla Gozzi

Dopo aver già toccato la piazza partenopea lo scorso anno, la fashion stylist, Carla Gozzi si è raccontata alla redazione partenopea di AZ Magazine. A chi si aspettasse una persona col naso all’insù, un modo carino per definire una persona un po’ snob, si troverà coinvolto in una chiacchiera amabile di stile, con un sorriso elegante e la voglia ed il piacere di essere al servizio del pubblico.

La vediamo spesso vestita di nero e con i capelli raccolti. E’ un passpartout o una regola del settore? “E’ più una regola del mestiere, è un codice. Il nero per le donne, il blu scuro per gli uomini. Lavorando nel ambito del design e dell’innovazione, il presentarsi in un modo un po’ austero è un segno di maggior rispetto. Si dice sempre che lavorare nella moda è un po’ come essere in collegio, il colore dell’abito, è proprio una ragione di etica. Poi, occupandomi anche di programmi televisivi, cambia tutto, anche il look e allora sono colori più chiari, si sciolgono i capelli,e via”.Ci ha accennato ai suoi inizi con il lavoro per Max Mara, ma Lei h affiancato i grandi nomi della moda. Che bagaglio di esperienze le hanno lasciato? “Si, per me Max Mara è stata un’esperienza di vita oltre che formativa. Poi mi sono dedicata agli stilisti, per fare da assistente, che voleva dire rendere concreti i loro spunti di design, un’esperienza bellissima di quasi dieci anni, raggiungevo gli stilisti nel mondo, ci sono stati periodi che ho vissuto in Giappone, a New York, in Cina, Londra, Parigi. Un periodo professionale di vita ma anche personale molto intenso. Fin a quando poi non ho deciso di tornare in Italia e pensare di lavorare per le aziende Italiane e ho scelto Ermanno Scervino a Firenze. Ho così seguito l’artigianalità Italiana dove ho trovato una bellissima realtà creativa, molto ricca, che mi ha dato tanto. L’Italia è ancora un’isola felice in questo senso.”In Italia è nata l’idea di fare televisione. E’ un suo format, una sua creazione o è stato tutto casuale?

“Ma, guarda, è stato casuale. La prima volta che ho incontrato la regista, eravamo in uno show room di Milano, lei cercava degli sponsor tra delle collezioni giovani, sto parlando del “Ma come ti vesti” del 2007, non aveva la conduttrice. Stava cercando qualcuno che non fosse la classica conduttrice, ma che ne sapesse di moda. Lei poi aveva già, in realtà, il conduttore che era Enzo Miccio che però si occupava di wedding, era già conosciuto come wedding planner che è ilsuo mestiere. In seguito a questo incontro, dove io usavo tutti i miei termini un po’ fashion, e molto tecnici del settore, lei mi disse che non aveva capito nulla di ciò che dicevo, ma secondo lei tutti quei termini in tv avrebbero funzionato. Così mi fece la proposta che io inizialemente non ho potuto accettare, in quanto avevo una collaborazone all’estero ed era complicato registrarare anche le puntate, ma lei mi disse ‘decidi tu, siamo tutti a tua disposizione’.”

Era tutto vero tra i casi di “Come ti vesti” o c’era qualcosa di costruito per la televisione? “Era tutto vero! Dai, d’altro canto basta guardarsi in giro alla stazione centrale o in metro per vedere come sono conciati alcuni. Ora, non per essere snob, ma ho avuto anche la controprova quando ho cominciato l’altro programma che era “Guardaroba perfetto” e quindi sono entrata anche nelle case ed ho visto che realmente c’è tanta confusione sul come vestirsi, sulle occasioni d’uso. Ci sono proprio dei disequilibri che nascono dallo shopping sbagliato.”

Grazie al format “Guardaroba perfetto”, del 2011, è definitavemnte entrata nelle case degli Italiani. Immaginiamo che all’alba del prossimo cambio di stagione, riceverà tante richieste di consigli dai suoi fans? “Questo format è stata una mia idea, perchè poi nel corso degli anni abbiamo sviluppato dei servizi di consulenza come “l’sos guardaroba” ed è piaciuto tanto, allora ho creato il format nel 2010 e l’ho proposto a Discovery. Ti dirò che lavorando con le persone normali, essere pragmatiche, fare look, comprendere chi e cosa per le occasioni d’uso è fondamentale. Sai, per gli addetti ai lavori può essere molto semplice ma nelle diverse quotidianeità magari ci si dimentica di “fotografare” certi abbinamenti. Per questo ho creato qualcosa di molto preciso e didascalico per aiutare poi le donne a casa a riproporre e rifare i look come si fa quando ci siamo noi a seguirle passo passo.”

I suoi consigli dal vivo a Napoli, il 20 Aprile, al teatro Delle Palme. Come si svolgerà il suo seminario/spettacolo? “Lo spettacolo si dividerà in due parti: la prima è dedicata alla Carla’s accademy, un’accademia di stile che ho fondato nel 2010, per personal shopper o consulenti d’immagine, ma anche tanti professionisti che vengono da noi per imparare i segreti del look, i colori, cosa dona e cosa non dona. Quindi vorrei dare suggerimenti alle persone normali, peri non addetti ai lavori, in chiave più popolare, molto ironica, divertente ma comunque passeranno proprio delle diapositive come fosse una convention in un’aula, e si vedono tante persone che prendono appunti, fanno le foto delle slides. Diventa un momento molto carino e aggregante, perchè poi le persone possono intervenire dal pubblico e porre domande. Nella seconda parte, quella del restyling, scelgo una decina di donne di tutte le età e taglie, che verranno affidate a dei professionisti e dopo una quarantina di minuti ci sarà la sfilata delle mie ospiti scelte tra il pubblico e che saranno completamente trasformate. Una bella esperienza per me che l’organizzo e la vivo ma soprattutto per chi partecipa, perchè diventa il suo proprio momento di bellezza e anche protagonismo.”

Per Lei, questo è un mestiere che si fa per passione, per l’amore ad interagire col pubblico? “Si, moltissimo. Ho scelto di fare questo spettacolo già facendo dei fashion cocktails, che mi chiedevano le mie fans, poi ho incontrato questa casa di produzione di spettacoli teatrali e sono rimasti davvero tanto sorpresi del coinvolgimento e dell’energia che si creava in questi cocktails e così mi hanno proposto di fare la stessa cosa ma per più persone e portare il seminario a teatro. E’ stato un sold out in tutta Italia, è molto carino da vedere davvero.”

Cosa non deve mancare nel nostro armadio? Sicuramente il buon gusto. Non è legato al budget o alla professione, ma è solo lo sviluppo del senso estetico legato a noi. Quindi mettersi allo specchio, capiamo quali sono i nostri punti di forza e debolezza e facciamo uno shopping oculato.