L’intimo della sposa non sarà quello da portare nella prima notte di nozze: il secondo sarà ricco di pizzi e merletti, sexy. Invece, la biancheria da indossare sotto l’abito dovrà essere soprattutto comoda e “invisibile”, ossia non dovrà alterare in alcun modo gli assetti dell’abito, che potrebbero modificarsi con bozzi dovuti a cuciture o pizzi (o anche a ciccia indesiderata): gli atelier più seri richiedono infatti di indossare la biancheria del matrimonio anche alle prove. Questo anche per un’altra ragione, due reggiseni diversi daranno infatti altezze diverse alla scollatura. Il decolletè deve essere impeccabile: per questo si consigliano reggiseni a balconcino con ferretto o body steccati (che aiutano a perdere anche due taglie), tutti rigorosamente color carne, per evitare spiacevoli trasparenze dell’abito. Non solo, bisogna evitare a tutti i costi le spalline, che potrebbero fuoriuscire in maniera antiestetica a ogni nostro movimento, per questo alcune sarte cuciono il reggiseno all’interno dell’abito da sposa.Per le mutandine c’è un po’ più di libertà: se il vestito è stretto si consigliano modelli senza cuciture, in seta possibilmente e sgambati; se il vestito ha un’ampia gonna si può fare un po’ come si vuole, basta che la biancheria sia comoda.
Le calze dovranno essere trasparenti. Ce ne sono anche a cinque denari, che danno giusto un effetto abbronzato, e si possono trovare presso i maggiori franchising di collant. Portate sempre un paio di calze di riserva, non si sa mai. La giarrettiera, infine, deve essere blu: il “qualcosa di blu” come vuole la tradizione.










