Home De Gustibus ROJI: nel nolano, il primo giardino cultural-gastronomico di ispirazione orientale

ROJI: nel nolano, il primo giardino cultural-gastronomico di ispirazione orientale

Come nella cultura nipponica il giardino roji rappresenta il luogo transitorio di purificazione dell’anima e cura dello spirito che separa la materialità della strada dalla sacralità dei templi, allo stesso modo il Roji Japan Fusion Restaurant stravolge la città bruniana offrendo un percorso di elevazione dello spirito culinario con un segmento gastronomico completamente nuovo: una cucina fusion che avvicina Oriente e Occidente, grazie ad abbinamenti delicati, in chiave gourmet, di piatti della tradizione orientale con sapori tipici mediterranei.

La suggestiva location gode di una forte contaminazione zen, con uno stile minimal, essenziale e armonioso. Un totem in acciaio cor-ten, simbolo di rigenerazione, scandisce l’ingresso alla zone lounge del ristorante, caratterizzato da lunghe vetrate e numerose fioriere che richiamano un giardino roji con kentie, bonsai, sempreverdi e tavoli essence-wood.

Il concetto di vitalità insito nel Roji si manifesta nella scelta di renderlo un ritrovo per appassionati, curiosi ed estimatori della cultura nipponica, attraverso mostre d’arte e incontri pomeridiani. Unitamente all’attuale esposizione fotografica, prossimamente in programma il confronto tra dermatologia in Occidente e in Oriente.

Nel corso della presentazione ai media, tenutasi ieri 13 giugno, la brigata guidata da Alex Pokinok ha deliziato i presenti con degustazioni singolari, frutto della creatività di un team di esperti internazionali che hanno studiato cucina gourmet in ristoranti stellati ed importanti accademie. Rilevante la consulenza del noto chef Francesco Franzese per la cucina fusion, che, tra le tante delizie, ha firmato le Linguine all’alga Nori, con baccalà mantecato al latte di bufala affumicato, fagioli neri e portulaca, da accompagnare con la scelta di un buon vino tra un centinaio di etichette italiane e non solo.

Un angolo di Giappone si è così insediato nell’area nolana, proponendo un viaggio esplorativo nei sapori non convenzionali, un’esperienza che coinvolge palato e anima.

Articolo e foto di Miriam Lanzetta